Caro Guasoni,
io con Lei ho un debito che è lungo una pagina.
Purtroppo non ho mai potuto partecipare alle varie cose che
ha fatto, anche se informato per tempo.
Non è negligenza.
Voglio invece rinnovarLe in questo albore dell'anno
tutto il mio gusto per le cose che Lei ci fa leggere.
Guardo alla Sua poesia come ad una speranza per la
Genova di domani. So che con Lei, la Sua serietà, la Sua
sensibilità e la Sua pacatezza, la genovesità avrà
un attento difensore.
Quindi il mio augurio è di cuore e sincero, lo prenda come
tutte le cose che voglio fare: un affetto sincero,
che nasce da quel lontano giorno in cui ho letto
la Sua prosa poetica.
E' stato per me un bel giorno.
Suo
Vito Elio Petrucci